
In questi mesi abbiamo sostenuto con chiarezza due obiettivi che non ho mai considerato
alternativi: una Casa della Comunità di Casalgrande pienamente funzionante e una
presenza capillare della medicina generale sul territorio, a partire dalle frazioni di Salvaterra
e Sant’Antonino.
Le novità introdotte dalla Regione Emilia-Romagna e l’avvio, dal 1° ottobre, delle AFT –
Aggregazioni Funzionali Territoriali, cioè le nuove forme organizzative che riuniscono i
Medici di Medicina Generale di uno stesso territorio, ci chiedono oggi di fare un passo
ulteriore.
Non soltanto domandarci come mantenere ciò che già esiste.
Dobbiamo provare a immaginare quale modello di medicina territoriale vogliamo costruire
per Casalgrande nei prossimi anni.
COSA CAMBIA CON LE AFT?
Le AFT riuniscono i Medici di Medicina Generale dello stesso territorio in un’organizzazione
coordinata. Non sostituiscono il proprio medico di famiglia, ma hanno l’obiettivo di ampliare
la capacità complessiva di risposta della medicina generale e garantire una maggiore
continuità dell’assistenza.
Il cambiamento riguarda anche una parte dell’assistenza che fino ad oggi abbiamo
conosciuto attraverso i CAU – Centri di Assistenza e Urgenza.
I CAU territoriali, così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, sono infatti destinati a
cambiare radicalmente. Quelli presenti nelle Case della Comunità o in altre strutture
territoriali diventeranno Ambulatori AFT della medicina generale, mantenendo la risposta ai
bisogni urgenti ma non gravi.
Continueranno invece a chiamarsi CAU quelli collocati presso i DEA – Dipartimenti di
Emergenza e Accettazione, cioè le strutture ospedaliere dedicate alla gestione delle
emergenze e delle urgenze.
Questo significa che una parte delle funzioni che i cittadini hanno imparato ad associare ai
CAU territoriali entrerà nella nuova organizzazione della medicina generale attraverso gli
Ambulatori AFT. Negli Ambulatori AFT sarà possibile ricevere assistenza anche quando il
proprio medico di famiglia non è disponibile.
La Regione prevede inoltre che queste attività possano essere organizzate principalmente
nelle Case della Comunità, ma anche in altre strutture sanitarie o in sedi individuate
nell’ambito dell’organizzazione territoriale.
Non siamo quindi davanti soltanto a un nuovo acronimo o a un cambio di nome. Sta
cambiando concretamente l’organizzazione della risposta sanitaria territoriale e cresce il
ruolo affidato alla medicina generale.
E proprio per questo, a maggior ragione, dobbiamo interrogarci su come questa rete verrà
distribuita sul nostro territorio.
LA VICINANZA DELLE CURE SI MISURA ANCHE NELLA DISTANZA
Rafforzare la medicina di prossimità significa certamente ampliare gli orari nei quali i
cittadini possono trovare una risposta.
Ma significa anche interrogarsi su dove quella risposta viene offerta.
Perché la vicinanza delle cure non si misura soltanto nel tempo.
Si misura anche nella distanza.
Casalgrande è un Comune territorialmente articolato, con frazioni popolose e consolidate.
Credo che questa realtà debba essere considerata nella costruzione della nuova
organizzazione della medicina generale.
La Casa della Comunità deve essere il fulcro della rete. La vogliamo forte, pienamente
funzionante e capace di integrare professionisti, servizi e differenti risposte ai bisogni di
salute.
Ma il fulcro di una rete non deve necessariamente coincidere con tutta la rete.
Per questo proponiamo un modello nel quale alla Casa della Comunità e alla nuova
organizzazione AFT possa affiancarsi una presenza territoriale della medicina generale
nelle frazioni, funzionalmente collegata alla stessa rete.
SALVATERRA: NON SOLO UN PRESIDIO DA MANTENERE
È in questa prospettiva che chiediamo di valutare nuovamente la situazione di Salvaterra,
dove sono disponibili nuovi spazi ambulatoriali adeguati e funzionali a condizioni
particolarmente favorevoli.
La nostra proposta non riguarda la scelta individuale di questo o quel professionista, che
naturalmente resta libera.
Riguarda il modello.
Chiediamo che Salvaterra continui a essere considerata un luogo nel quale la medicina
generale possa essere presente anche in futuro, utilizzando gli spazi disponibili e
verificando se possano diventare uno dei punti territoriali della nuova rete, funzionalmente
collegato all’AFT e alla Casa della Comunità.
E chiediamo di valutare, insieme ad AUSL e ai professionisti, quali attività compatibili con il
nuovo modello possano eventualmente trovare spazio anche in questi ambulatori, sulla
base dei bisogni della popolazione e dell’organizzazione sanitaria che verrà definita.
Non spetta al Comune organizzare il lavoro dei medici o stabilire quali prestazioni sanitarie
debbano essere erogate in una determinata sede.
Spetta però al Comune rappresentare i bisogni della propria comunità, mettere a
disposizione opportunità e avanzare proposte.
AD AUSL ABBIAMO CHIESTO CHIAREZZA
Proprio perché il nuovo modello entrerà in funzione a breve, ho scritto nuovamente ad
AUSL chiedendo informazioni precise sulla sua applicazione nel nostro territorio.
Quale sarà concretamente l’AFT di riferimento per Casalgrande e dove svolgerà le proprie
attività?
Le ore dedicate dai medici all’AFT saranno aggiuntive rispetto all’attività garantita nei propri
ambulatori oppure potranno comportare una riduzione degli orari oggi assicurati ai propri
assistiti?
È possibile organizzare l’AFT attraverso più punti territoriali, oltre alla Casa della Comunità,
e secondo quali criteri?
Sono domande che poniamo innanzitutto perché, con l’avvio del nuovo modello, dobbiamo
essere in grado di fornire ai cittadini informazioni corrette e semplici su sedi, orari, modalità
di accesso e servizi disponibili.
Ma sono anche domande necessarie per capire quali opportunità questa nuova
organizzazione possa offrire al nostro territorio.
TRASFORMARE UNA RICHIESTA IN UNA PROPOSTA
La nostra posizione quindi non cambia.
Si evolve insieme al sistema sanitario che sta cambiando.
Non chiediamo di conservare il passato mentre tutto intorno cambia. Chiediamo di utilizzare
questo cambiamento per costruire un modello migliore:
Una Casa della Comunità forte, capace di essere il fulcro della rete.
Una AFT capace di ampliare l’assistenza e la continuità delle cure.
Una medicina generale presente anche nelle frazioni, con presidi di prossimità integrati
nella stessa rete.
Salvaterra rappresenta oggi un’occasione concreta per ragionare in questa direzione.
Sant’Antonino continua a rappresentare un altro punto importante della presenza territoriale
della medicina generale nel nostro Comune.
Le oltre 1.100 firme raccolte a Salvaterra ci hanno consegnato una richiesta molto chiara:
non perdere un servizio sanitario di prossimità importante per quella comunità.
Oggi credo che il nostro compito sia fare un passo in più.
Trasformare quella richiesta in una proposta per il futuro.
Costruiamo una Casa della Comunità forte e una nuova organizzazione della medicina
generale capace di ampliare le risposte.
Ma facciamolo costruendo una rete, non solo un punto.
Una rete capace di arrivare anche nelle frazioni e di mantenere la cura il più possibile vicina
alle persone.
È il modello che proponiamo per Casalgrande.
E siamo pronti a lavorare insieme ad AUSL e ai professionisti per verificarne
concretamente la realizzazione.
Giuseppe Daviddi
Sindaco di Casalgrande
