Il 14 agosto è stato pubblicato dall’AUSL il bando per l’assegnazione degli ambulatori
destinati ai medici di medicina generale all’interno della nuova Casa della Comunità di
Casalgrande.
Un avviso importante per il futuro della medicina territoriale del nostro Comune,
pubblicato il giorno precedente Ferragosto e sul quale ritengo doveroso richiamare oggi
la massima attenzione della nostra comunità.
La manifestazione di interesse resterà aperta fino alle ore 12 del 13 settembre. C’è
quindi ancora tempo per conoscere, approfondire e valutare le opportunità e le diverse
possibilità previste.
Come ho ribadito più volte, questa Amministrazione crede fortemente nella Casa
della Comunità. È una struttura importante e necessaria, che potrà rafforzare i servizi
sanitari presenti a Casalgrande, favorire l’integrazione tra professionisti e offrire nuove
opportunità di assistenza ai cittadini.
Ma continuiamo a sostenere con altrettanta convinzione un principio che abbiamo
espresso fin dall’inizio: rafforzare la Casa della Comunità non deve necessariamente
significare indebolire la medicina generale di prossimità nelle frazioni.
Il bando mette a disposizione cinque ambulatori per la medicina generale e contempla
anche forme di utilizzo condiviso degli spazi tra professionisti. Sono elementi che
meritano di essere valutati attentamente e che, a nostro avviso, lasciano spazio a una
riflessione sul modello di medicina territoriale che vogliamo costruire per Casalgrande.
La nostra idea è sempre stata chiara: una Casa della Comunità forte nel capoluogo,
accompagnata dal mantenimento di una presenza stabile della medicina generale a
Salvaterra e Sant’Antonino. Una rete territoriale capace di garantire punti di riferimento
vicini ai cittadini, con un’attenzione particolare alle persone anziane, fragili o con
maggiori difficoltà negli spostamenti.
Credo che oggi esistano tutte le condizioni per compiere questa riflessione fino in
fondo.
Anche a Salvaterra, grazie alla disponibilità e all’impegno del farmacista, sono stati
individuati nuovi spazi ambulatoriali adeguati, messi a disposizione a condizioni
particolarmente favorevoli. È un’opportunità concreta che ritengo meriti di essere
considerata insieme a tutte le altre.
Per questo mi rivolgo ai nostri medici di medicina generale e, in particolare, ai
professionisti che oggi operano nelle frazioni.
Riflettiamo insieme.
Naturalmente, le decisioni professionali spettano ai medici e ne rispettiamo pienamente
l’autonomia. Ma proprio perché il termine per partecipare alla manifestazione di
interesse non è ancora scaduto, credo che questo sia il momento per valutare fino in
fondo ogni soluzione concretamente praticabile, cercando di tenere insieme le
opportunità offerte dalla nuova Casa della Comunità e la salvaguardia di una medicina
generale realmente capillare sul territorio.
L’Amministrazione comunale è a disposizione per confrontarsi.
E voglio anche chiarire un altro aspetto: in queste settimane non siamo rimasti fermi.
Lo scorso 11 agosto, tre giorni prima della pubblicazione del bando, abbiamo
protocollato una formale istanza di accesso documentale all’AUSL relativa alla
rideterminazione delle zone carenti di medicina generale nelle frazioni di
Salvaterra e Sant’Antonino.
Fino alla rideterminazione, entrambe risultavano riconosciute come zone carenti.
Successivamente questa condizione è stata mantenuta per Sant’Antonino e non più
riconosciuta per Salvaterra. Per questo abbiamo chiesto all’AUSL di conoscere nel
dettaglio i dati, i calcoli e le motivazioni tecnico-giuridiche alla base di questa scelta.
In particolare, abbiamo richiesto il calcolo del rapporto tra medici di medicina generale e
popolazione residente, i dati utilizzati per individuare il reale fabbisogno assistenziale
delle due frazioni, gli atti istruttori e le motivazioni che hanno condotto alla diversa
classificazione di Salvaterra e Sant’Antonino.
Siamo in attesa di queste risposte e, quando le avremo, le valuteremo con grande
attenzione.
Perché la posizione che stiamo sostenendo non nasce oggi e, soprattutto, non
appartiene a una parte politica.
È il risultato di una condivisione convinta e trasversale di tutte le forze politiche
rappresentate in Consiglio comunale, che hanno individuato nella tutela della
medicina generale di prossimità un obiettivo comune per il nostro territorio.
Da quella unità è nata anche la raccolta firme che ha portato oltre 1.100 cittadini a
sottoscrivere la richiesta di mantenere un presidio stabile di medicina generale a
Salvaterra.
A tutti coloro che si sono presentati ai nostri banchetti per sottoscrivere la
raccolta firme, ma anche ai tanti cittadini che, pur non avendo apposto la propria
firma, hanno manifestato interesse, vicinanza e sostegno a questa iniziativa, va il
mio grazie più sentito. È stata una partecipazione importante, un segnale di civismo e
di attenzione al bene comune che credo dia ancora più valore al percorso che abbiamo
intrapreso insieme.
Quelle firme non erano contro la Casa della Comunità.
Non erano contro l’AUSL.
Non erano contro i medici.
Erano a favore di un servizio e della possibilità, per una comunità numerosa come
quella di Salvaterra, di continuare ad avere un punto stabile di medicina generale vicino
a casa.
Ed è una richiesta che abbiamo il dovere di continuare a rappresentare.
La Casa della Comunità e la medicina generale nelle frazioni non sono alternative.
Possono e, secondo noi, devono essere parti complementari dello stesso modello di
sanità di prossimità.
Per questo, mentre attendiamo i chiarimenti formalmente richiesti all’AUSL, rinnovo ai
medici la piena disponibilità dell’Amministrazione a confrontarci e a valutare insieme
ogni possibilità.
La porta del Comune resta aperta.
E, indipendentemente dall’esito della manifestazione di interesse, continueremo a fare
tutto quanto rientra nelle nostre possibilità per tutelare una presenza capillare
della medicina generale sul territorio e per mantenere un presidio stabile a
Salvaterra.
Giuseppe Daviddi
Sindaco di Casalgrande
